Commento.
Dividere l’avversario anziché rafforzare la sua compattezza.
Contrattaccare all’offensiva dell’avversario anziché sferrare il primo attacco.

In occasione dell’offensiva sferrata dall’avversario, specialmente se potente e compatto, uno scontro corpo a corpo si rivelerebbe inutile, se non disastroso. Si dovrà cercare di far fallire il modello strategico del nemico disgregando la sua forza in piccole unità, disorientandolo con una strategia imprevedibile, con un attacco a sorpresa su un fronte debole o inaspettato. In tal modo egli sarà inevitabilmente costretto a distogliere l’attenzione dal suo piano d’attacco per correre in soccorso di ciò che è in pericolo. A quel punto, sarà caduto in trappola e la situazione si sarà ribaltata da sfavorevole in vantaggiosa. Una metodologia applicabile non solo in campo bellico, ma in ogni genere di competizione.

L’assunto dello stratagemma riecheggia l’antica idea taoista dell’acqua che scorre. I cinesi hanno da sempre celebrato l’acqua, la forza in apparenza più umile ma in realtà più potente in natura, che in battaglia simboleggia la flessibilità alle azioni dell’avversario e la vittoria senza lotta.

Condottieri del calibro di Mao Zedong, attento lettore dei 36 stratagemmi, si richiamarono spesso nelle loro imprese militari alla strategia taoista dell’elemento acquatico…

❖ tratto da: Gianluca Magi, 36 stratagemmi. L’arte segreta della strategia cinese, Presentazione di Franco Battiato, BUR, pp. 69-70.
Diffidate dalle imitazioni!
Questo libro originale è il più parassitato della storia editoriale italiana, non si contano i pessimi cloni vecchi e recenti che portano lo stesso titolo.
Il testo fratello dei 36 stratagemmi è:
◼︎ Gianluca Magi, 64 Enigmi. Cavalcare i Mutamenti, Lindau 2021.

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