Al centro delle rappresentazioni simboliche buddhiste chiamate Bhavacakra, “Ruota del divenire”, la spiegazione del perché soffriamo e procuriamo sofferenze.

Fino al momento in cui l’uomo non ha trovato il reale piacere, che è semplicemente essere se stessi e non una maschera imposta di un’identità fasulla, inseguirà le situazioni meno dolorose, di camuffamento in camuffamento (anche di fronte a se stesso).

Sono tre le “radici nocive” (akuśalamūla) che impediscono all’uomo di essere se stesso e che lo abbarbicano al ciclo delle rinascite (saṃsāra):
“attaccamento/brama” (lobha, tṛṣṇa) che comporta l’essere trascinati verso un oggetto che procura soddisfazione;
“avversione” (dveṣa) che comporta il rifiuto di tutto ciò che è contrario alla soddisfazione;
“illusione/accecamento” (moha) che comporta la non armonia di un atto mentale o di un’azione con la realtà.
Al centro delle rappresentazioni simboliche buddhiste chiamate Bhavacakra, “Ruota del divenire” o “Ruota della vita”, l’attaccamento è rappresentata da un gallo, l’avversione da un serpente, l’illusione da un maiale.
L’attaccamento genera dipendenza.
L’avversione genera violenza.
L’illusione genera rancore e invidia
.

– Tratto da Gianluca Magi, La vita è uno stato mentale, Postfazione di Grazia Marchianò, Piano B, 2022.
[Prima traduzione completa dal tibetano in lingua occidentale di Gianluca Magi]

24 aprile Incognita [Pesaro]: “Fantasmi nella mente individuale e collettiva
Think Tank con Gianluca Magi.
Nell’epoca del Caos in cui il principio di realtà è stato sostituito dal principio di simulazione, conoscere come si creano e si popolano realtà fittizie e contraffatte significa difendere la psiche dal disorientamento e dal caos.Per orientarsi nel labirinto. Conoscere è difendersi.
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