Per ristabilire uno stile di vita che abbia significato, anche spirituale, nel nostro tempo.

La sacralità intesa come una realtà sui generis era ampiamente accettata nelle società tradizionali. Ogni aspetto o funzione rilevante della vita aveva una base di sacralità.
Nel mondo occidentale di oggi, il senso del sacro è perduto. Tutte le aree della vita sono basate sulla secolarità.

La rimozione del sacro dalla vita quotidiana è stata descritta da vari filosofi esistenzialisti.
Nietzsche annunciò la morte di Dio.
Heidegger descrisse il ritiro dell’Essere dall’uomo moderno come equivalente alla perdita di senso, di mistero e di dignità.
Il pensiero calcolante, quello economico, la tendenza a quantificare ogni cosa vanno a braccetto con una scienza riduzionista e materialista, che si concentra sulle cause fisiche, meccaniche o chimiche.

Il mondo visto solo attraverso le lenti del pensiero calcolante è un mondo privo di spessore, arido, superficiale, privo di mistero, di profondità e significato.
Una visione del genere è sintomo della profonda patologia spirituale, sociale ed ecologica che affligge l’uomo del XXI secolo.

A chi prova nausea esistenziale verso la visione nichilista della realtà, consiglio di rivolgersi alla propria psiche, spingendosi al suo interno alla ricerca di un modello mitico di profondo ordine secondo il quale vivere.
Personalmente abbraccio l’archetipo dell’eroe. L’eroe si distacca dal territorio familiare per addentrarsi in un territorio sconosciuto alla ricerca di nuove scoperte o di un tesoro, e, dopo vari cimenti/iniziazioni, ritorna con il dono (la sua scoperta, il tesoro e così via).
L’iniziale distaccarsi dal territorio familiare richiede l’abbandono del normale stato di coscienza egoica (la separazione), l’entrata nelle profondità sconosciute dell’inconscio per scoprire qualcosa di valore (il nume, la conoscenza di sé, i poteri archetipici) e un ritorno alla coscienza normale per integrare eticamente nella propria vita quotidiana ciò che si è scoperto, condividendolo.

È una via per superare la perdita di senso del sacro e ristabilire uno stile di vita che abbia significato, anche spirituale, nel nostro tempo.
Per scoprire che c’è «qualche cosa in più nell’aria», come cantava Franco Battiato nel “Caffé de la Paix”.

Lettura consigliata:
❖ Gianluca Magi, “Gioco dell’Eroe. La porta dell’Immaginazione”, Presentazione di Franco Battiato. Con traccia audio per il download, Il Punto d’Incontro, Vicenza 2019.

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