Perché, nell’attuale momento storico, il pensiero puro, quand’anche imperfetto, è un atto totalmente rivoluzionario, in grado di farci riappropriare della nostra piena umanità, in barba al relativismo postmodernista e al transumanesimo.

Qualche tempo fa, grazie soprattutto ad un’assidua “frequentazione” di quei territori sconfinati ed incontaminati, ai quali siamo stati introdotti nel I livello del Gioco dell’Eroe, compiendo un’indagine su noi stessi, cosa fino ad allora quanto mai ignota e rivoluzionaria, abbiamo scoperto, non senza un notevole stupore, che almeno l’80-90% delle nostre azioni quotidiane erano automatiche e non volute, effettivamente non “pensate”. Alla luce di ciò, comprendemmo che, pertanto, avremmo potuto ritenere volontario unicamente il 10-20% dei nostri comportamenti.
Ebbene, con un tale resoconto, come poter affermare di essere i padroni, gli artefici della nostra esistenza?
Come poterci definire esseri pensanti?

Tutto questo ci ha portati a quell’ovvia, latente considerazione che s’aggirava recondita nella nostra mente già da molto, la quale vede come tutto il sistema di potere sia strutturato proprio a tale scopo, con il compito cioè, di rendere l’essere umano una creatura non pensante e conseguentemente, condizionabile.
Certo, l’uomo, eccezion fatta per quello delle società tradizionali (pensiamo all’India vedica o upaniṣadica, ai nativi americani come pure all’uomo romano, per citarne alcuni casi) ha da sempre facilitato tale compito al potere.
Ecco allora farsi strada, per analogia, un’altra considerazione, quella relativa al desiderio di chi auspicherebbe un’umanità coadiuvata e/o sostituita da robot in ambiente lavorativo e non solo. Una prospettiva che, nostro malgrado, vediamo avverata in questi tempi, addirittura nel più tragico ed angoscioso dei suoi possibili epiloghi, dal momento che oggi non v’è più bisogno alcuno che vengano realizzate delle macchine in sostituzione dell’uomo, in quanto esso stesso, precorrendo la stessa, malata, ideologia del transumanesimo, che vorrebbe un homo novus (Cicerone non c’entra nulla), è già macchina, ha già sostituito gli automi di cui sopra. Siamo tutti manichini, dunque, figli del condizionamento genitoriale prima, scolastico e sociale poi.

Comprendiamo come ciò abbia del paradossale e sembri addirittura ridicolo per certi versi, se visto dalla giusta prospettiva, ma siamo, purtroppo, certi della realtà di questo assunto. Proprio per questo, tutti i nostri sforzi dovrebbero essere rivolti alla riconquista di noi stessi, cominciando a trasferire, nel terreno della consapevolezza, il maggior numero possibile delle nostre azioni quotidiane, togliendole a quegli automatismi incancrenitisi da tempo nella nostra psiche, analizzando tutti i comportamenti involontari, per così dire, a cominciare dall’abitudine alla sigaretta dopo il caffè (per coloro che ancora fumano), per passare al buco del deltoide sul quale pochi, crediamo, si siano soffermati a riflettere più di qualche minuto, obbedendo ciecamente alla propaganda dell’attuale regime tecno-sanitario.

In sostanza, come afferma il buon Carpeoro, dobbiamo iniziare a chiederci il “perché” delle azioni che ci accingiamo a compiere, invece del “come”. Sarà pure una banalità, ma il pensiero libero, o meglio, il pensiero puro, libero da sensazioni ed emozioni, il pensiero alla Scaligero per intenderci, quand’anche imperfetto, lo riteniamo, nell’attuale momento storico, atto totalmente rivoluzionario, in grado di farci riappropriare della nostra piena umanità, in barba al relativismo postmodernista, al transumanesimo o al quel “nuovo Umanesimo” tanto sbandierato oramai perfino dai vertici della Chiesa cattolica romana, che più nulla possiede della tradizione romana e ancor meno del cristianesimo originario, come pure di quello medievale.
Ad maiora!

Letture consigliate:
❖ Gianluca Magi, Il Gioco dell’Eroe, Il Punto d’Incontro, 2012 – II edizione 2019.
❖ Gianluca Magi, Goebbels. 11 tattiche di manipolazione oscura, Prefazione di J.P. Fitoussi, Piano B, 2021.
❖ René Guénon, Il regno della quantità e i segni dei tempi, Adelphi, 2009.
❖ Giovanni Francesco Carpeoro, Summa Symbolica, L’Età dell’Acquario, 2017.

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