430.000 a.C.: Excalibur. Bagliori di vita dopo la morte

430.000 a.C. Atapuerca (Spagna).
Grotta di La Sima de Los Huesos. 

A 600 metri dall’ingresso, in un punto impervio – il fondo di un pozzo verticale profondo quindici metri – un gruppo di Anteneandertal depose come offerta votiva un magnifico bifacciale di quarzite rossa: un manufatto amigdaloide, con simmetria quasi perfetta che testimonia l’elevata dedizione tecnica dei suoi creatori.



Trascorrono innumerevoli millenni.
Nel 1998, il team di studiosi di questa sbalorditiva scoperta chiamerà quel magnifico manufatto “Excalibur”, per sottolineare l’unicità del suo valore simbolico in uno spazio sacro al centro del mondo.

Infatti, attorno ad Exacalibur, il team di studiosi trovò distesi una trentina di corpi: salme trasportate una dopo l’altra, in quella profonda dimora dei morti, dai loro remoti simili, dove i loro antenati trovarono il riposo eterno.



Che cosa si profila nella nostra mente davanti a questo scenario?

Che i primi bagliori di pensiero metafisico nell’essere umano – di profonda consapevolezza della continuazione della vita su un altro livello dopo la morte biologica – comparvero già 430.000 anni fa. 
Una consapevolezza, dunque, inscritta nel patrimonio genetico di noi esseri umani.



Quegli immemorabili bagliori di pensiero metafisico incisi in noi oggi sembrano estinti: il pensiero contemporaneo, approdato sulla terra desolata del nichilismo, pensa che tutto deve finire in niente. O, per dirla col Mefistofele nel “Faust” di Goethe: 

«Tutto ciò che esiste merita di essere distrutto». 

Questo il lugubre volto del nichilismo. Come un sortilegio che imbambola la nostra attuale consapevolezza.



Da questa prospettiva, gli Anteneandertal avevano un profondità di pensiero superiore a noi contemporanei.


Quando svanirà il sortilegio nichilistico che impecia la consapevolezza dell’uomo contemporaneo?



Questo è il nuovo approfondimento del libro “ULTIMO SOGNO”, libro non commemorativo, ma evolutivo, che propone la visione interiore di Franco Battiato come strumento vivo, come mappa operativa, o promemoria, per la consapevolezza in un’epoca in cui il buio della materia rende ciechi o allucinati.

Invito alla lettura di:
◼︎ Gianluca Magi, “FRANCO BATTIATO. ULTIMO SOGNO”.
◼︎ Franco Battiato, Gianluca Magi, “LO STATO INTERMEDIO”.

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