Quando lo stolto pensa di essere intelligente; e viceversa: l’Effetto Dunning-Kruger.

«La causa principale dei problemi è che al mondo d’oggi lo stupido è strasicuro,
mentre l’intelligente è pieno di dubbi»
— Bertrand Russell

Possibile che l’epoca del web 3.0 proliferi di fungaie di illuminati nelle materie più disparate? E che blog, profili X, pagine Facebook, corsi di crescita personale pullulino di così grandi esperti e competenti?
NO!

Nel 1999 David Dunning e Justin kruger della Cornell University condussero una serie di singolari ricerche sulla capacità di autovalutazione delle proprie competenze sugli studenti dei primi anni di corso di psicologia. Il risultato prese poi il loro nome: Effetto Dunning-kruger.
Che effetto è?

In sintesi, la persona incompetente tende a sopravvalutare le proprie capacità, ritenendole, nei casi più disperati, superiori alla media. Più uno ha scarsa conoscenza di un argomento, più non ha reali capacità, più crede di saperla lunga. Al punto da non rendersi conto affatto della propria ignoranza. L’incompetente si convince di un’idea preconcetta sul proprio grado di preparazione. Poi tende a cercare conferme, in realtà inesistenti, nei risultati, anziché valutare la propria abilità in base all’effettivo confronto dei risultati a lungo termine con quelli del resto delle persone.

Per contrasto, le persone molto competenti sottovalutano le loro capacità, e soffrono di inferiorità illusoria. Questo causa una situazione viziosa, in cui le persone incompetenti si considerano molto superiori alle persone veramente competenti. Il fenomeno spiega anche perché la competenza vera possa indebolire la fiducia in se stessi, in quanto le persone competenti presumono, errando, che gli altri abbiano un livello di comprensione e abilità almeno equivalente al loro.
La distorsione cognitiva degli incompetenti deriva da un errore di valutazione di se stessi che può portare a svalutare gli altri, mentre quella dei competenti deriva da una valutazione errata degli altri che può portare a svalutare se stessi.

«L’ignoranza genera fiducia più spesso della conoscenza» – Charles Darwin

Elevando al cubo la distorsione cognitiva dell’incompetente entriamo nell’incubo: un incompetente fa rete con altri suoi simili e insieme cominciano a diffondere, in modo virale, idee campate in aria sgorgate dalla loro incompetenza. Per rafforzarsi, inconsapevolmente, sostengono che chi non la pensa come loro è in malafede, al soldo di qualche occulto gruppo d’interesse.

Siamo condannati quindi alla prevalenza dell’ignorante inconsapevole?
NO!
Metti l’incompetente di fronte all’evidenza della sua effettiva competenza, in modo che prenda atto del problema e che possa ampliare la sua conoscenza e competenza. Se non apprezza la sincerità, dattela a gambe!

Poniti anche la questione, con sana umiltà: Ci sono cose che so di sapere e cose che so di non sapere. E ci sono anche cose che non so di sapere e cose che non so di non sapere.
L’«uomo evoluto» è in grado di delineare meglio i confini della propria ignoranza e riflettere sui risultati e sulle conseguenze di ciò che fa a lungo termine…

◼︎ Articolo tratto dalla Illustrazione al 54° Enigma “La ragazzina che vuole sposarsi”, in: Gianluca Magi, “64 Enigmi. Cavalcare i Mutamenti” (Lindau).

Invito alla lettura di:
◼︎ Gianluca Magi, “FRANCO BATTIATO. ULTIMO SOGNO” in preordine.
◼︎ Franco Battiato, Gianluca Magi, “LO STATO INTERMEDIO”.

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