Consigli per insultare in campagna elettorale

Non è un buon affare spendere dieci euro per un libro tascabile di appena una ottantina di pagine. Ma può capitare di dover fare un’eccezione. Per esempio, “La nobile arte dell’insulto” di Liang Shiqiu (Einaudi, 80 pagine, 10 euro) più che una spesa è da considerare un investimento per migliorare le proprie capacità dialettiche. Può interessare chiunque ma la campagna elettorale dell’estate 2022 dimostra che alcune categorie avrebbero disperatamente bisogno di leggerlo: leader politici, opinionisti, giornalisti, influencer, blogger e perfino attori e cantanti. Ovvero tutti quelli che in questi giorni straparlano e, quasi sempre, lo fanno senza un filo di classe. La sfida per il voto del 25 settembre si combatte con molti aggettivi e poca sostanza. Da “bugiardo” a “indegno” quello che conta è soltanto offendere l’avversario.

Il guaio è che i protagonisti di questa campagna elettorale non sono bravi nemmeno a insultare. Se avessero letto il breve trattato di Liang Shiqiu si comporterebbero in maniera differente e sicuramente riuscirebbero anche a essere più efficaci. E invece ogni giorno si ripetono errori e cadute di stile che “La nobile arte dell’insulto” raccomanda di evitare.
Per esempio, è sconsigliato di attaccare un avversario per la sua parentela (mogli, figli, divorzi, fidanzamenti e quant’altro) perché questo espone al rischio di essere ripagati con la stessa moneta.
Spiega ancora Liang Shiqiu che per colpire davvero un rivale conviene iniziare con toni pacati, illuderlo che non sia costretto a difendersi e quando lui è rilassato piazzare l’insulto decisivo. In Italia nell’estate del 2022, invece, si parte direttamente dall’offesa forse pensando che quella sarà l’unica cosa che attirerà l’attenzione sui social.

Le differenze fra lo spettacolo a cui stiamo assistendo e come dovrebbe essere “la nobile arte dell’insulto” sono abissali. Secondo Liang Shiqiu, se si insulta una persona che ha una certa notorietà e quella risponde nella stessa maniera è arrivato il momento di fermarsi. Ma se, invece, ci si ostina ad attaccare “l’unico risultato certo sarebbe quello di mettersi in ridicolo o di essere guardati con indifferenza se non con disprezzo”. In altre parole, un’indegna gazzarra come quella attuale, più simile a un coro di oche starnazzanti che a un dibattito politico, non attira maggiori consensi ma annoia e deprime i cittadini.

Inutile illudersi che qualcosa cambi in meglio da qui al 25 settembre. Nemmeno con dei corsi di recupero alle scuole serali i nostri leader riuscirebbero a imparare in tempo utile. La classe non s’improvvisa e quella della “nobile arte dell’insulto” è particolarmente sofisticata. Liang Shiqiu, che è stato un celebre anglista (si devono a lui le traduzioni di Shakespeare in cinese), riesce a combinare la saggezza confuciana con la flemma e il sense of humour britannico. Troppo difficile da assimilare in pochi giorni. Resta però un rammarico: “La nobile arte dell’insulto” è stato scritto quasi un secolo fa ma in Italia, grazie all’intuizione del curatore e traduttore dal cinese Gianluca Magi, è disponibile dal 2017. Meglio sarebbe stato se i nostri leader politici avessero speso quei benedetti dieci euro quattro anni fa…
[da SmartMag]

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