Esperimento (serio) di quella che Hegel chiamava “fisiognomica naturale”.

Oggi inauguriamo una nuova Rubrica di Incognita Quotidiana, “L’esperimento”, nella quale metteremo periodicamente a prova il vostro acume.
Oggi partiamo con un esperimento (serio) di quella che Hegel chiamava “fisiognomica naturale”:
ad uno che non conosci e con la faccia così, gli affideresti i tuoi risparmi o la custodia della tua macchina con i bambini a bordo?
[Pausa di riflessione]
A voi le risposte…

– Leggi e invita a leggere:
◼︎ Gianluca Magi, Goebbels. 11 tattiche di manipolazione oscura, prefazione J.-P. Fitoussi, Piano B, 2021.
[Libro censurato da maggio a dicembre 2020]

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Eventi

Comments

  1. Trovo che la Fotografia sia un gran modo per meditare (dico sempre che prima di uno scatto io devo mettere a fuoco… me stessa). Gli autoritratti, per esempio, sono molto utili per capire a che punto siamo del nostro percorso. Quelli che noi “incivili” abbiamo sempre definito “selvaggi” ritenevano il ritratto fotografico un furto dell’anima. Da appassionata di Fotografia io dico che non è un furto ma sicuramente è uno “svelamento” dell’anima (dico anche sempre che a certe persone mai farei un ritratto per non fargli vedere come realmente sono) . Discorso lungo, scusatemi. Quello che volevo dire è che una foto è comunque un qualcosa di immobile e uno potrebbe anche obiettare che la cosa è voluta, che si è scelto quello scatto impietoso fra tanti altri normali. Allora propongo un altro “esperimento”, uno che a me riesce, ahimè, molto bene, essendo purtroppo ipoacusica. Provate ad accendere la tv durante una conferenza, un dibattito qualsiasi, qualunque cosa, Sanremo incluso, e togliete completamente l’audio. Vi garantisco che il non verbale è illuminante. Buon fine settimana.

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