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Impfstoff macht frei.
I resistenti al delirio di massa come nemico unico da abbattere.

«Se non agiamo da oggi il numero di casi continuerà ad aumentare fortemente e darà vita ad un incremento di ricoveri dal mese di agosto». 

Con queste parole il presidente francese Emmanuel Macron, il nuovo Napoleone, ha annunciato l’obbligo vaccinale del personale sanitario entro il 15 settembre e da agosto l’estensione del pass di libera circolazione ai caffè, ristoranti, centri commerciali, aerei, treni, pullman di lunga percorrenza e strutture mediche.
Dichiarazioni che hanno sortito l’effetto di un milione di richieste di vaccinazione in un solo giorno, con punte di 20.000 registrazioni di appuntamenti al minuto.

«Per quello che mi riguarda, specie per convincere quelli che possono essere gli ultimi irriducibili, utilizzare il Green Pass per l’accesso ai servizi potrebbe essere una buona idea» gli starnazza ad eco il generale Figliuolo, commissario straordinario per le misure anticovid Italia.

Follia pura, se si pensa che i vaccini hanno il solo, dubbio, obiettivo di ridurre le ospedalizzazioni e che la famigerata “variante Delta” ora di moda, non è in grado di crearne (a meno che non si voglia cominciare a ricoverare gli affetti da raffreddore).

Follia che raggiunge l’impensabile, ricordando che solo il 14 giugno scorso è stato approvato il nuovo regolamento (UE) 2021/953 che definisce, a livello sovranazionale, un quadro di regole comuni, direttamente applicabile in tutti gli Stati europei, riguardanti il rilascio di certificati covid digitali (c.d. “Green Pass”). 
Normativa in cui, al paragrafo 36, nella versione originale in lingua inglese, sottolinea la necessità di evitare discriminazioni verso cittadini europei che non sono vaccinati per necessità di natura clinica, di opportunità, di target group esentato o per libera scelta.

Follia che tocca il tragicomico, se si considera il fatto che in prima istanza nella traduzione in italiano (poi modificato dopo svariate segnalazioni), pubblicato nella Gazzetta dell’UE, l’ultimo gruppo di riferimento risultava mancante.

La storia insegna che non si può stare senza combattere qualcosa o qualcuno e accantonata la facciata superficiale discriminatoria verso omosessuali e persone di colore col politically correct (anche se sotto sotto per una buona parte restano comunque froci e negri di m.), occorre urgentemente trovare un nuovo capro espiatorio a cui addossare le colpe di tutti i mali, per dirla col primo principio tattico del malefico dottor Goebbels: “Semplificazione e nemico unico”.

Eravamo già consapevoli che i resistenti alla terapia sperimentale anti covid sarebbero stati i prescelti per questo al prossimo lockdown, ma forse non del tutto preparati ad una ghettizzazione così esponenzialmente repentina.
E se fisicamente non è certamente ancora paragonabile ad un ghetto polacco di epoca nazista, in qualcosa di nuovo lo ha già superato. La discriminazione ora è tranquilla allo scoperto con il beneplacito del sistema mondiale e galoppa nel giusto sbandierando un ipocrita senso civico. E se per ora sono le istituzioni a condurre la battaglia, presto sarà il popolo stesso, che composto dai fedelissimi della narrativa antiscientifica mainstream accompagnati dagli incerti ma costretti alla punzonatura, guarderanno – i primi con disprezzo e i secondi con invidia – gli ultimi resistenti a questo delirio di massa come il nemico unico da annientare

Preparatevi fratelli, i cancelli di una nuova Auschwitz si stanno spalancando…

Fonti:
■ Gianluca Magi, “Goebbels. 11 tattiche di manipolazione oscura”, prefazione J.-P. Fitoussi, Piano B, 2021: https://amzn.to/3umkWUn
■ Ansa.it “Francia, un milione di vaccini prenotati dopo il discorso di Macron” 13.07.2021
■ RaiNews “Figliuolo: usiamo il green pass come in Francia” 12.07.2021
https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=CELEX%3A32021R0953
https://www.dirpubblica.it/contents.aspx?id=4242

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