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Tra la vita emotiva e gli organi interni corre una strettissima relazione. Le condizioni psicologiche e mentali sono un ponte tra l’attività conscia e volontaria e quella inconscia e vegetativa. Una visione medica umana su orizzonti lontanissimi dalla tecno-biologia imperante.

[Seconda parte. Segue dall’articolo precedente di “Incognita Quotidiana]

Le emozioni principali sono sette (qiqing): gioia (xi), rabbia (nu), ansia (you), preoccupazione (si), tristezza (bei), paura (kong) e spavento (jing).
I testi classici di medicina cinese ricordano come gli squilibri emozionali possano provocare malattie e danni alla salute. Le stesse opere di filosofia taoista come il Daodejing o il Zhuangzi offrono indicazioni al riguardo.

Nel capitolo XVI del Daodejing si trova un suggerimento: coltiva la serenità, la tranquillità (jing) se vuoi accedere a una condizione di longevità; in caso contrario innescherai il meccanismo, lento o veloce, dell’autodistruzione: una sovreccitazione (un attivismo maniacale) del cuore-mente è perniciosa per il corpo; lo stress è la causa primaria di malattia.
Nel capitolo IV del Daodejing – opera di aurea bellezza in poco più di 5.000 caratteri che indica la Via (Dao) e la Virtù (De) – apprendiamo come si debba governare un Paese (e per traslato il proprio corpo): cerca innanzitutto di bandire ogni affanno, rilassati svuotando la mente, il tuo mondo psicologico-emozionale (xin); svuotata la mente il ventre – regione della vitalità – si riempie (questa è una delle ragioni per cui in Oriente l’illuminato che ha realizzato il precetto, viene figurato dalla pancia obesa, seguito in stato di calma fissità o giocondo attorniato da pargoli festosi).

Anche il maestro taoista Zhuang (399 a.C. ca. – 295 a.C. ca.) vibra sulla stessa lunghezza d’onda: valorizza il digiuno mentale (xinzhai), il sereno distacco verso te stesso, verso i tuoi propri desideri e timori (come se appartenessero a un altro) e non rimarrai più imprigionato alle emozioni. Percepirai la realtà senza filtri, spontaneamente (ziran), rimanendo incardinato in te stesso: e non vi saranno turbamenti emotivi a indebolire la salute generale.

LE EMOZIONI SONO PROCESSI NECESSARI
Ma attenzione: le emozioni non vengono demonizzate, si tratta di processi necessari per orientarti nel mondo, per raggiungere un obiettivo. Ogni volta che tendi verso qualcosa, parte dello shen si orienta in tale direzione. È un processo naturale. Tuttavia, se persegui finalità irraggiungibili, non rispondenti alle tue autentiche esigenze intime, ciò comporterà una grave dispersione di shen e un conseguente turbamento nell’equilibrio del qi, che perde coordinazione.

Tra la vita emotiva e gli organi interni corre, dunque, una strettissima relazione, tanto da poter affermare che le condizioni emotive, psicologiche e mentali (qing) sono un ponte tra l’attività conscia e volontaria e quella inconscia e vegetativa.
La percezione cosciente degli organi interni è mediata da sensazioni e stati d’animo spesso indistinti e sfuggenti, come una mera sensazione di benessere o malessere.
Al contempo tale percezione della realtà influisce sulla fisiologia degli organi interni attraverso la risposta emotiva che risuona interiormente.

Ciò che nei termini della psicologia occidentale si chiama ‘inconscio’ riguarda lo shen.
I sogni, per esempio, sono viaggi dello shen, il cui ruolo immaginifico fa affiorare contenuti inconsci sotto forma di visioni simboliche.
Nei termini del Taoismo il sogno permette agli shen di abbandonare temporaneamente il corpo e comunicare con il mondo degli spiriti celesti.
Alcuni rituali taoisti si prodigano a placare gli shen, armonizzando quindi il corpo.
Si ritiene che dopo la morte gli spiriti si liberino dal corpo per andare a ricoprire la loto posizione nella gerarchia celeste.
Secondo la credenza popolare, i familiari del defunto dovranno profondersi nell’onorare il suo spirito affinché si agevoli il suo cammino per trovare la posizione che gli compete. Anche in campo medico si prescrivevano provvedimenti terapeutici relativi agli shen.
Antichi trattati medici contenevano abitualmente indicazioni sul modo di individuare gli shen nel corpo umano (in quanto il loro numero può essere moltiplicato ad libitum e la loro dislocazione variare a seconda dell’età), affinché non si arrechi loro danni intervenendo in punti e in movimenti errati.

[Fine seconda parte. Segue domani, nel prossimo articolo di “Incognita Quotidiana”]

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