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Si rinuncia alla Democrazia per effetto di una mente inquinata.

In circostanze esiziali l’applicazione del XIV stratagemma «Prendere a prestito un cadavere per rinforndervi lo spirito» può condurre verso l’uscita sbagliata.
L’invito che ci rivolge è di mettere le circostanze al vaglio critico, indagare lo sfondo delle idee che si muovono in superficie, comprendere il pensiero del tempo in cui viviamo. Conoscere cosa muove realmente la trama.
Senza questa conoscenza lo spirito d’iniziativa è sostanzialmente privo di occasioni favorevoli e di fattori inediti.

Il termine “Disruptive” è diventato d’uso per accattivare le menti inquinate dal desiderio smodato di innovazione del mercato, di una via d’uscita, di un terreno da conquistare e utilizzare licenziosamente a proprio appannaggio. Il cambio di paradigma sbandierato con continui rinnovamenti di facciata trova nuovi agenti, nuovi azionisti, nuovi braccianti, solo per consentire al vecchio spirito di proseguire con la tessitura della trama. Se applicato in un chiasma l’eXituS è fatale: Disruptive Green / Disruptive Democracy.

Le circostanze esiziali in cui versa la conoscenza dei processi democratici e della storia della democrazia – caduti prima in oblio, poi in completo disuso nello stato d’emergenza – prestano il fianco al coacervo disumano del vasto impero della mente. In filigrana è già possibile intravedere il modello di capitalismo collettivistico di una società di stampo medievale, dove l’algoritmo, al contempo dio e imperatore, unifica con il reddito universale sotto un unico vessillo i vasti territori frantumati in kibbutz. Kibbutz in ineluttabile reciproca competizione per acquisire concessioni e privilegi ed oggetto del mercato finanziario.

Luoghi frantumanti in cui ogni diritto è soppiantato dal concetto di libertà tipico di una psicosetta. Luoghi coloniali in cui per lo svolgimento dei “lavori pesanti” si aprono le porte prima al volontariato dei migranti africani, poi dei carcerati cinesi, già nota tecnica di colonizzazione della Cina in Africa. Uniche mete di turismo accessibile ai sopravvissuti, per un tuffo in piscina.
La pseudo-resistenza Green, animata da un infantile desiderio totalitaristico, muove i primi passi in uno scenario simile alla società dei bambini del romanzo “Il Signore delle Mosche” di William Gerald Golding.  
Tali domini collettivi nati da consuetudini sociali di sopravvivenza, non sono però circondati dalle acque di un fiume: la paura dell’isolamento di ciascun individuo li rende compartecipi alla Disruptive Green dell’Impero.

È il lato oscuro ignorato dai propulsori Green dei cambiamenti dal basso. Il destino che precede il desiderio e la volontà. Perché il desiderio di accedere ad un tesoro nascosto per sé, attraverso lo sfruttamento di un ristretto piano collettivo, è volontà da miserabili che mette in pericolo i più vulnerabili, che getta via i rapporti individuo-società-specie anche quando sono riparabili.
Ciò che non è opportunamente sepolto, cremato e trasformato in compost diviene il fantasma che avvelena la comunità. È così che la pseudo-resistenza rinuncia alla Democrazia, per effetto di una mente inquinata.  

 «Un vestito, per quanto utile sia, non è fatto per essere mangiato», recita un antico proverbio orientale.

Dopo un tuffo in questo profondo abisso della mente, emerge che la Democrazia resta ancora un territorio tutto da immaginare. 
Occorre tornare a prendersene cura, tornare a creare rapporti erotici tra i saperi al fine di fecondarli tra loro e dare alla luce nuove creature viventi. 
Restituire alla dialettica del consenso e del dissenso le facoltà e le attitudini che le sono proprie, quelle che ci sono state sottratte dal giogo dell’imbonimento mediatico che ne crea continuamente di false per eliminare le differenze. 

Occorre riappropriarsi dei centri del pensiero, del dialogo politico tra più livelli istituzionali anziché sgomitare per una fetta di regno e per un rapporto diretto (reddito di cittadinanza e social network) con l’Imperatore.

Fonti:
• Gianluca Magi, 36 stratagemmi. L’arte segreta della strategia cinese, Presentazione di Franco Battiato, BUR, 2019: https://amzn.to/32JD3rF
• Gianluca Magi, Goebbels. 11 tattiche di manipolazione oscura, Prefazione di Jean-Paul Fitoussi, Piano B, 2021: https://amzn.to/3umkWUn
• Gianluca Magi, Gioco dell’Eroe. La porta dell’Immaginazione, Presentazione di Franco Battiato, con file audio per il download, Punto d’Incontro, 2019: https://amzn.to/328mmWp
• Gianluca Magi, Il tesoro nascosto, Sperling & Kupfer, 2017: https://cutt.ly/kxLWLbN
• Gianluca Magi, 101 burle spirituali, Presentazione di Alejandro Jodorowsky, Pickwick, 2020: https://amzn.to/32YsdOv

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