«Zitto e mosca!».
Sai da dove nasce questo modo di dire?

«Zitto e mosca!» è ben più di «Non voglio sentir volare una mosca».
«Zitto e mosca!» è un’ammonizione che prelude una severa punizione.
Ma la mosca – cioè, il comune dittero domestico – che c’entra?
Nulla. Non c’entra!
E allora da dove nasce questo modo di dire?

Nasce dalla radice indoeuropea ‘mu’ che indica la ‘chiusura’, il dito posto sulle labbra per intimare il silenzio. Radice alla base del nostro verbo latino “musso”, che vuol dire appunto ‘tacere’, ‘balbettare’ ‘essere timoroso’, ‘non osare’ e dell’aggettivo, usato anche come sostantivo, “mutus”.
“Musso”, che nel dialetto abruzzese si è conservato nell’espressione idiomatica imperativa «moscate», vuol dire: «Fai silenzio!».

Dunque, “Zitto e mosca!» significa:
«Stai zitto, sii timoroso e guai a te se osi aprire la bocca per esprimere ciò che pensi!»

Questa minacciosa ammonizione, da alcuni anni a questa parte, vive di rinnovato sgradevole vigore.
Purtroppo.
E tu, stai zitto e mosca?

Invito alla lettura di:
◼︎ Gianluca Magi, Goebbels. 11 tattiche di manipolazione oscura, Prefazione di Jean-Paul Fitoussi, Piano B.
Libro per salvarsi dalla Trinità del Potere: Male, Stupidità, Menzogna.
Libro prima censurato e poi silenziato dai media mainstream, a proposito di «Zitto e mosca!».

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