Analisi dell’ultima dichiarazione del ministro degli Esteri Luigi Di Maio sulla presa di posizione dell’Italia nella situazione bellica ucraina, alla luce di due tattiche di manipolazione oscura: “Semplificazione e nemico unico” e “Unanimità”.

“Se Stati Uniti e Cina in questo momento si stanno parlando dell’Ucraina, vuol dire che sta andando avanti quella linea che noi come governo italiano stiamo incoraggiando in tutte le sedi. Ed è il motivo per cui come governo, io stesso, abbiamo sentito i cinesi, i turchi, gli israeliani; stiamo lavorando e sentendo continuamente Zelensky, stiamo sentendo i nostri omologhi europei, perché in questo momento bisogna parlare con tutti per arrivare 1° ad una tregua umanitaria, 2° ad un accordo di pace. L’Italia si rifiuta di istituire la no-fly zone della NATO sull’Ucraina perché questo vuol dire scatenare la terza guerra mondiale, come non vogliamo fornire i Jet militari perché significa scatenare la terza guerra mondiale. Però deve essere chiaro una cosa: questa guerra l’ha voluta una sola persona che si chiama Putin. Noi stiamo lavorando alla pace, ai negoziati di pace, già da prima dell’attacco di Putin al Ucraina del 24 febbraio. Stiamo cercando di trovare un punto di caduta tra le due parti. Continueremo a farlo ad oltranza perché non vogliamo portare il nostro popolo in guerra. E chi dice che l’Europa è in guerra sbaglia. Perché forse, noi siamo generazioni che non lo ricordano, ma essere in guerra significa un’altra cosa e lo sanno benissimo i cittadini ucraini che in questo momento si trovano sotto le bombe della Russia.”

Queste le dichiarazioni del ministro degli Esteri italiano Luigi Di Maio, intervistato il 13 marzo a “Non è l’arena” su La7. 
Parole importanti quelle dell’onorevole che, oltre a lodare l’immane sforzo lavorativo dei nostri rappresentanti governativi, ci ricorda che gli ucraini sanno benissimo cosa vuol dire vivere sotto le bombe, dimenticandosi però che, fra il silenzio occidentale, buona parte di loro lo conosce da oltre otto anni. Verrebbe da chiedersi poi quale ragionamento assurdo lo spinga a pensare che il continuo riarmo all’Ucraina sia meno pericoloso dell’istituzione della no-fly zone. Forse dimentica di rappresentare una nazione che, grazie al team dei migliori che la guida, risulta già iscritta all’albo dei paesi ostili.

Ma analizzando il discorso salta subito agli occhi la “Semplificazione e Nemico Unico”, prima tattica di manipolazione oscura.
Giocando la carta confusione, con enunciati generici ma aggressivi, si uniforma l’omogeneità delle versioni dei media. Nasce il nemico creato apposta allo scopo, riunendo in un unico concetto ciò che differenza dall’avversario responsabile di tutti i mali (Putin, i russi). Lo si etichetta trasformandolo nel capro espiatorio esterno, che da sempre, facendo leva sull’Odio – la molla più potente-, è il mezzo più sicuro per unire un gruppo.

Si correla ad esso il secondo principio tattico Unanimità”, che fa appello all’umana pulsione di appartenenza ad un gruppo.
La regia di chi detiene il potere cerca sempre di dimostrare di disporre della maggioranza a suo favore e che tale consenso affondi le sue radici nella libera scelta dei singoli. L’illusione della libertà va mantenuta. La suggestione dello spettacolo di grandi masse in preda al delirio della passione provoca unanimità e consonanza. Si invocano il comune buon senso, la cultura generale, la saggezza popolare, per indottrinare una falsa realtà. Si utilizzano luoghi comuni per definire linee guida scandite da falsi consensi unanimi o maggioritari.
La persuasione fa leva su una potente componente dell’uomo: l’istinto di non sapere. Alla base di ciò, si erge il bisogno di appartenenza e l’angoscia umana di essere esclusi, isolati.
«Ma non si dimentichi mai un fatto: l’uomo si accoda a sostenere o a sopportare il potere che lo schiaccia, almeno finquando il conforto del sogno collettivo a cui partecipa è più grande della sofferenza», così sancisce il secondo principio tattico “Unanimità” della manipolazione oscura.

Conoscere per difendersi ed evolversi:
◼︎ Gianluca Magi, Goebbels. 11 tattiche di manipolazione oscura, prefazione J.-P. Fitoussi, Piano B, 2021.
[Libro censurato da maggio a dicembre 2020]

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