Ci vogliono tristi, muti, piatti, senza ideali, senza volontà, senza aspirazioni; ci vogliono mettere in conflitto tra noi in modo che non ci resti il tempo per il conflitto con loro. Ma qualcosa non sta andando come da loro sperato, qualcosa in questa operazione di annullamento delle coscienze non ha funzionato. E le azioni degli studenti dell’università, della piazza di Torino e di tutte le altre piazze d’Italia ne sono la prova.

Nella giornata di giovedì 27 gennaio il movimento degli Studenti contro il Green pass di Torino, a seguito di ripetuti tentativi di confronto con il Rettore della loro Università, tutti evitati dallo stesso rifuggendo dai ragazzi o non presentandosi agli appuntamenti da loro richiesti, hanno deciso di occupare l’ufficio del rettorato per ottenere delle risposte.
La richiesta da loro avanzata è quella di non applicare il decreto che prevede il controllo del green pass per coloro che accedono agli spazi universitari. L’unica risposta ottenuta dal Rettore si ha in una sua dichiarazione rilasciata a La Repubblica: «Ho consigliato ai ragazzi di vaccinarsi».

Da questo si evince come, oltre a dimostrare incoerenza per non essersi reso disponibile al dialogo con i suoi studenti quando il suo ruolo dovrebbe essere la diretta rappresentanza di un luogo aperto al dibattito e al confronto, contrario alle discriminazioni e alle repressioni di idee e garante della libertà di espressione, il Rettore non abbia minimamente colto quale sia la questione sollevata dagli studenti.
Nessuno dei ragazzi presentatosi al rettorato ha parlato di vaccinazione, la loro richiesta riguardava il controllo del green pass. Certo non possiamo nascondere che i due argomenti siano strettamente correlati, ma ciò non significa che sono equivalenti.
All’interno dei movimenti degli Studenti contro il Green pass disseminati nelle regioni d’Italia non sono pochi i ragazzi che, pur avendo scelto di sottoporsi alla vaccinazione, hanno avuto sufficiente lucidità e mente critica per notare come l’utilizzo di questo strumento sia gravemente discriminatorio e basato fondamentalmente sul niente (come ormai evidente a tutti, il green pass non è una misura utile al contenimento dei contagi). 

I ragazzi impegnati nell’occupazione del rettorato si sono visti nel pomeriggio di giovedì letteralmente sbarrare all’interno dell’ufficio dalla Digos, intervenuta su richiesta del Rettore, la quale ha cominciato a fare pressione agli studenti perché abbandonassero la loro posizione prima del tempo che era stato comunemente pattuito. Mentre questo accadeva nell’Università, contemporaneamente in piazza Arbarello a Torino, la Polizia stava caricando il corteo di studenti che, a seguito della morte di un loro compagno durante l’esperienza di alternanza scuola-lavoro, si era riunito per manifestare contro questo modello di alternanza che, passato dalle scuole come un’occasione di approccio al mondo del lavoro, viene spesso utilizzato dalle aziende per sfruttare la mano d’opera dei giovani studenti.

Repressione. Limitazione della libertà di manifestazione. Ostruzione della libertà di parola. Indisposizione al confronto. Violenza gratuita e ingiustificata. Totale indifferenza nei confronti delle richieste avanzate, delle domande poste, delle problematiche sollevate dagli studenti di questo paese.
Questo Governo e queste istituzioni non vogliono il meglio per noi.
Non vogliono farci crescere in un ambiente sano. Non vogliano offrirci una formazione ampia, varia, rispettosa delle diversità, consapevole degli errori del passato, orientata allo sviluppo dato dal confronto. Questo governo e queste istituzioni ci vogliono tristi, muti, piatti, senza ideali, senza volontà, senza aspirazioni; ci vogliono mettere in conflitto tra noi in modo che non ci resti il tempo per il conflitto con loro. Ma qualcosa non sta andando come da loro sperato, qualcosa in questa operazione di annullamento delle coscienze non ha funzionato. E le azioni degli studenti dell’Università, della piazza di Torino e di tutte le altre piazze d’Italia ne sono la prova.

– Leggi e invita a leggere:
◼︎ Gianluca Magi, Goebbels. 11 tattiche di manipolazione oscura, prefazione J.-P. Fitoussi, Piano B, 2021.
[Libro censurato da maggio a dicembre 2020]

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