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Dialogo impossibile tra Darwin, un seguace del Transumanesimo e Lady Macbeth.

Charles Darwin: Mi stavo solo chiedendo il perché, non sono un neodarwinista. La principale funzione del neodarwinismo è quella di patologizzare chi si differenzia dal modello di normalizzazione imposto. Un ruolo conservativo del potere di turno.
Sono lieto della falsificazione de L’origine della specie e non di certo mi sono convertito alla religione di un dio capace di creare tutto in una settimana o ad una fede in competizione con le altre per corroborare meglio l’ipotesi della selezione naturale, della speciazione.
Dal 1882, dopo la mia morte, non ho mai smesso di recarmi negli allevamenti per studiare la mia celebre teoria, per accorgermi non solo dei grandi limiti, ma anche dei piccoli. Ho continuato a ripetere innumerevoli volte sempre lo stesso errore e a non tenere in giusto conto le implicazioni sociologiche, economiche e politiche. 
Ogni volta che ho ripetuto i miei studi è avvenuto qualcosa nella mia memoria. Essa registrava ogni piccolo particolare che costituiva una variazione della ripetizione fedele della precedente situazione. A volte era l’udire un suono, a volte un improvviso temporale, a volte l’inspiegabile valore estetico degli ocelli disegnatisi sulle ali di una farfalla. E pian piano iniziavo a mettere assieme tutti questi ricordi e, pian piano, gli esiti del mio errore iniziavano ad essere sempre diversi. Un giorno, mentre procedevo indisturbato nelle mie ripetizioni, bussò alla porta un uomo: 
– Salve, sono Gregor Johann Mendel!. 
– Sì, desidera? 
– Ehm… non me lo ricordo, ehm… Ho bussato per caso?! Arrivederci!.
Ieri, mentre continuavo nelle mie ripetizioni, ho acceso la televisione e sono ancora frastornato! Mi sono sentito citare in diretta in una trasmissione. C’era il Ministro dell’Economia e delle Risorse Energetiche del Draghistan che presentava la soluzione allo stantìo pseudo-problema malthusiano di sovrappopolamento con un esperimento di eugenetica: costruire, in un enorme laboratorio a cielo aperto, tutte le condizioni necessarie a creare una nuova popolazione di funzionari. L’esperimento consisteva nel far evolvere questa nuova generazione non dalla scimmia, ma direttamente dalla cimice baciatrice, avvalendosi dell’alluminio tra un salto di specie e l’altro. In una settimana! Pare che ci fossero urgenze e scadenze da rispettare.
Se non sapessi che con il neodarwinismo giustificano tutti gli errori e i genocidi che ho visto nel corso del tempo, esulterei per l’utilizzo dell’alluminio! È un materiale che lascerebbe certamente traccia del suo passaggio. 
Ma ora alla risposta, preferisco la domanda: perché c’è il perché?
Francamente sono stufo di esser trattato come l’idiota al qual si dà sempre ragione!

Seguace del Transumanesimo: Prof. Darwin, così ringrazia noi che le rendiamo omaggio migliorando la sua teoria? Ne utilizziamo in segreto molte altre con l’ausilio delle più recenti scoperte, ma la sua è così Green! È perfetta per essere strumentalizzata per le masse, per adattarla al meno intelligente degli individui.
La miglioriamo per aggirare la grigia routine del mondo sociale, del dolore, della noia, dello scambio ingiusto.
La massa del desiderabile che una volta era limitata ad una mela, a una donna oppure alle terre del vicino o alla luna, si è allargata a dismisura. Così abbiamo sostituito il desiderio delle cose con il desiderio di controllo del caso e della necessità. Abbiamo ancora occhi avidi, mai sazi, che s’ingozzano di precarie immagini, ma non sappiamo ancora nulla del nostro desiderio, se non che serve a soddisfare il desiderio che suscita. Accumuliamo concupiscenza, che è desiderio non soddisfatto e quindi esasperato. Bisogna soddisfarlo. Il desiderio soddisfatto giace come una spoglia morta. Vogliamo toglierci d’attorno tutto il desiderio che ci salta addosso e che c’invade. Vogliamo toglierlo di mezzo. Solo consumandolo si può levare di torno. Nel consumo esso brucia come falò. L’illusione di bruciare con un solo atto disperato la Vanità alla sua fonte. Ingaggiare una lotta a morte contro di esso. Stupiti e incerti non sappiamo ancora che pesci pigliare, ma nei nostri atti si legge ugualmente il nostro oroscopo.
Vogliamo obbedire non al sapere assoluto, bensì al Controllo Totale del sapere.
Ci stiamo provando, ma potremmo anche fallire.

Lady Macbeth: Fallire? No, mio giovane amico, lascia perdere le parole di questo vecchio fantasma! Hai il mio supporto.
Stremeremo tutti talmente di vino e crapula nel Metaverso di Zuckerberg, che la loro memoria, custode del cervello, andrà in fumo e lo scrigno della ragione si ridurrà ad un alambicco. E quando la loro natura cadrà così imbevuta in un sonno porcino come nella morte, cosa non potremo fare tu e io sugli inerti? Cosa non addossare a quelle spugne, che assumeranno la colpa del nostro grande scempio?
Ho un leggero capogiro e odo ciò che ti dico ripetersi molte volte. Adesso che mi aiuti a sedermi, ricordo il sogno di questa notte. Invocando gli spiriti che presiedono a pensieri di morte: «Toglietemi il sesso e riempitemi tutta, dalla testa ai piedi, della più feroce crudeltà!». Sogno da me convocato.

Bibliografia:
❖ Gianluca Magi, Goebbels. 11 tattiche di manipolazione oscura, prefazione J.-P. Fitoussi, Piano B, 2021.
❖ Giuseppe Sermonti, Dimenticare Darwin. Ombre sull’evoluzione, Milano, Rusconi 1999.
❖ Thomas Robert Malthus. Saggio sul principio di popolazione, (1798), a cura di Guido Maggioni, Einaudi, 1977.
❖ Manlio Sgalambro, La grigia routine del mondo sociale, in Franco Battiato, “Bitte keine réclame”, 5ª puntata (27 dicembre 2004).
❖ William Shakespeare, Macbeth, a cura di Gabriele Baldini, BUR, 1981.
❖ Deep Look episode: How a Kissing Bug Becomes a Balloon Full of Your Blood, KQED San Francisco, 2021.

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