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L’intuizione non è opposta alla razionalità. L’intuizione anticipa e orienta la razionalità. Per essere pronti a capire chi è la persona o la situazione che stanno davanti a noi, oltre la maschera con cui si vestono.

Perché a un gatto bastano pochi istanti per annusare una persona e decidere se graffiarla, ignorarla o farle le fusa?
Come mai invece noi tendiamo a restare indecisi se una certa persona ci piace o no, se tenerla dentro o fuori dalla nostra vita?

Il motivo è fondamentalmente uno.
Non facciamo la cosa per cui siamo nati: non ci muoviamo seguendo il nostro intuito che ci mette in sintonia con l’universo.

Non è un’iperbole dire che l’intuizione ci mette in sintonia con l’universo.
La stessa etimologia della parola ce lo mostra: intuizione deriva dal latino intueor, composto da in = «dentro» + tueor = «guardare», cioè «entrare dentro con lo sguardo».
La parola inglese per intuizione, cioè insight ci ricorda la stessa cosa: in = «dentro» + sight «vista» = «visione netta e immediata di fatti esterni o interni, così come sono».

Spesso ce lo diciamo: prima di una crisi avevamo intuito che avremmo potuto agire diversamente. Oppure ricordiamo che tempo prima avevamo avuto per un attimo l’intuizione che la scelta che stavamo facendo non fosse quella giusta.
[…]
E sono proprio le intuizioni a orientarci quando troviamo finalmente la via d’uscita della crisi.
Pur nella loro apparente evanescenza, contengono in molti casi un elemento di trasformazione che viene dalle profondità autentiche del soggetto, oppure un semplice suggerimento che tuttavia può rivelarsi prezioso. Fondamentale quindi non zittirle visto che spesso sono una finestra sui nostri bisogni e desideri più autentici.

L’intuizione non è opposta alla razionalità.
L’intuizione anticipa e orienta la razionalità.


[…]

Il fatto è che non diamo quasi mai retta alla nostra natura, a questa nostra facoltà, quel dono che ci è stato dato non solo per sopravvivere ma per vivere e che ci aiuta a districarci nella vita.
Quella facoltà ci tiene sempre in contatto, attraverso quel che sentiamo all’interno, con l’esterno, come accade invece «istintivamente» per gli animali.

Ma come facciamo a essere collegati con questa risorsa importantissima?
Come risvegliarla dal suo torpore?
Davvero abbiamo anche noi la possibilità di essere così pronti a capire come il gatto chi è la persona o la situazione che stanno davanti a noi, oltre la maschera con cui si vestono?

Rispondere a queste domande e risvegliare l’intuizione è lo scopo di “64 Enigmi. Cavalcare i mutamenti”, libro non convenzionale, se non spregiudicato.

– Tratto da: Gianluca Magi, 64 Enigmi. Cavalcare i Mutamenti, Lindau 2021, pp. IV-V.

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