Il 28 settembre 1868 nasceva una scrittice britannica che scrisse sotto pseudonimo maschile.
Una sua frase risuona come un potente grido libertario. Oggi più che mai.

Hai presente l’elegante formula che recita:
«Disapprovo quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto di dirlo»?
Fu scritta da Voltaire, uno dei massimi filosofi dell’Illuminismo?
No! Il reale autore, o meglio autrice, è Evelyn Beatrice Hall, scrittrice inglese nota con lo pseudonimo di Stephen G. Tallentyre. Che nasceva oggi. Nel 1868.
Trovi quella bellissima frase nel suo “The Friends of Voltaire” del 1906:
«I disapprove of what you say, but I will defend to the death your right to say it».
L’allora popolare “Reader’s Digest”, nel giugno 1934 riprese la frase di Evelyn Beatrice Hall e la attribuì a Voltaire. E da allora così è andata.

Questa frase, elegante e bellissima, è un monito!
Da difendere in modo intatto.
Oggi più che mai. In un clima confuso dalla censura e dalla manipolazione strumentale della realtà. Che sovrastano la verità e scardinano la sacralità della ragione.
Dove le consorterie del mainstream invitano in modo subdolo ad abdicare allo spirito critico per far abbracciare argomenti che mettono le radici in atteggiamenti emotivi e primitivi, cioè pre-riflessivi.
Come voleva la perfidia velenosa del Diavolo zoppo, Joseph Goebbels.

Quello di Evelyn Beatrice Hall non è solo un monito. È un primo antidoto al veleno.
Per non ritrovarci a vivere in uno stato confessionale, nel quale se non la pensi come il dittatore di turno sei emarginato e punito.

◼︎ Lettura consigliata per vedere oltre la nebbia di quanto sta accadendo:
Gianluca Magi, Goebbels. 11 tattiche di manipolazione oscura, prefazione J.-P. Fitoussi, Piano B, 2021.
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