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La contromossa del Governo per mettere le mani anche sul referendum all’italiana. Come si crea dal nulla lo Stato di eccezione permanente.

Firmare o non firmare entro il 30 settembre per la proposta del referendum “no green pass”?

Si tratta di un referendum abrogativo di decreti legge lesivi dei diritti costituzionali.
Da boicottare, condannare, fermare, evitare che si ripetano, perché si tratta di atti aventi valore non di legge bensì del suo esatto contrario; sovvertono il criterio gerarchico, la prevalenza della fonte di rango superiore, della Costituzione, rispetto a quella di livello inferiore, ai provvedimenti in un inveterato stato di emergenza. 
Decreti legge incostituzionali che hanno la struttura dell’invettiva crudele e non delle fonti sulla produzione degli atti normativi. 
Atti da non dimenticare, a memoria di come opera la Trinità del Potere: il Male, la Stupidità, la Menzogna.

La strategia dei promotori del referendum “no green pass” sarebbe quella di manifestare dissenso e di mettere finalmente spalle al muro la Corte Costituzionale circa l’illegittimità di tali provvedimenti. 
Come è possibile formulare efficacemente i quesiti da sottoporre al vaglio della Consulta Costituzionale se i decreti legge al momento di recarsi alle urne (15 Aprile15 – Giugno 2022) saranno convertiti in leggi a scadenza e probabilmente già sostituiti da altri sadici DL e consuetudini?
Ad esito positivo del referendum, la Corte Costituzionale, che non si muove per emergenze, smetterebbe di far finta di niente? O almeno fino all’inizio della XIX legislatura, che invece andrà molto di fretta?

Intanto il Governo sta portando a compimento gran parte degli obiettivi Disruptive, nel più breve tempo possibile.
«Siamo entrati nell’era delle pandemie» annunciò a fine febbraio 2021 la novella Nostradamus, Ursula von der Leyen, applicando il principio tattico VIII, “Esagerazione calcolata e travisamento”. Per potersi assicurare la partecipazione e l’adesione di persone semplici e colte, giovani e anziani servono immagini, parole e provvedimenti già radicati dalla paura nella memoria collettiva. Si vanno a colpire la volontà, la capacità di pianificazione e la collaborazione. (1)

Cosa fa il Governo per il perdurare delle consuetudini incostituzionali in uno Stato di eccezione permanente?
Sostituisce l’opinione pubblica alla rappresentanza del pluralismo ed al rispetto delle libertà individuali. 
Erge l’opinione manipolabile addirittura al di sopra della Costituzione stessa. 
Trasduce ciò che per consuetudine si svolge sul piano della manipolazione oscura delle masse come consuetudine distruttiva di tutti i nostri ordinamenti. Con la complicità della Corte Costituzionale.
Negli ultimi giorni già piovono proposte e polemiche dei parlamentari sulla presunta inadeguatezza delle norme costituzionali del referendum. Tra queste, solo per citarne una tra le più preoccupanti, l’anticipo della fase di ammissibilità dei quesiti da parte della Corte Costituzionale, a prima della raccolta delle firme. Altro capovolgimento.

Così il Generale Figliuolo si esprime sul referendum “no green pass”: «Sono per la Costituzione, decida il popolo!».
Tra i fatti e la loro rappresentazione c’è divergenza. Un uomo in uniforme che applica alla lettera il principio tattico VII, “Trasposizione e contropropaganda”:
«Guerra: madre di tutte le cose.»
«Credo ciecamente nella vittoria.»
– Joseph Goebbles

Maschere teatrali in spietati “corpo a corpo” sostituiscono proposte politiche concrete. La distrazione è l’essenza dell’inganno e del controllo sociale. «Arma silenziosa per guerre tranquille».

Sottovalutare come si muove l’inconscio collettivo e come opera la memoria collettiva impaurita, presta il fianco alla folla ansiosa di esprimere la prevaricazione nei confronti delle libertà individuali e che ha eletto come leader carismatico l’illusione della liberazione da una sola categoria di avversario: da un virus, dalle norme sul referendum, da Cristoforo Colombo, dalle belle donne, dai sorci, dal sole, etc… Effetto diretto dell’applicazione del principio tattico I, “Semplificazione e nemico unico” e del principio tattico VI, “Contagio psichico”, con l’attitudine delle persone e delle organizzazioni alla deresponsabilizzazione.

Una folla che può o meno coincidere inizialmente con le percezioni della maggioranza effettiva.
Il principio tattico II, “Unanimità”, influenza la percezione principalmente in fase decisionale. È l’illusione, ad opera dei media mainstream, che le opinioni caldeggiate siano corrette, approvate, universalmente diffuse e professate. 

Ho più di un dubbio che possa essere il popolo a farsi garante della Costituzione e che i promotori possano applicare lo stratagemma XXXIV con il referendum “no green pass”.

Lo “stratagemma dell’autolesionismo” si utilizza quando è di vitale importanza per la propria sopravvivenza scoprire i piani dell’avversario. Consiste nel far abbassare la guardia all’avversario persuadendolo di non costituire una minaccia, di peccare d’ingenuità poiché in sofferenza, suscitando commiserazione e convincendolo della bontà delle proprie intenzioni. (2)
Per i promotori del referendum il fine è anche quello di riconquistare la visibilità del dissenso. Non si potrebbe negare la visibilità al dissenso o continuare a denigrarlo poiché le due posizioni rispetto ai quesiti referendari dovranno essere rese chiare a tutti. 

Uno stratagemma utile in molti casi, ma solo se l’ingenuità è una simulazione dello stratega e non l’ingenuità effettiva di chi lo sostiene. Le conseguenze psico-sociali sarebbero in tal caso devastanti.
Sopratutto nella situazione in cui ci troviamo: la censura del pensiero divergente con il principio tattico IX, “Silenziamento”, con cui si passano sotto silenzio le domande sulle quali non ci sono argomenti e si dissimulano con diversivi le notizie che potrebbero favorire l’avversario.

La contromossa della Trinità del Potere, a mio avviso, è infatti terribile: la modifica delle modalità, dei tempi e dei costi delle norme del referendum. Modifica necessaria per poter applicare il principio tattico V, “Continuo rinnovamento”:

«Propaganda significa combattere su tutti i campi di battaglia dello spirito, generare, moltiplicare, distruggere, sterminare, costruire, abbattere» – Wilfred Von Oven, addetto stampa personale di Joseph Goebbels

La posta in gioco è altissima. Rischiamo di perdere un altro strumento democratico in nostro possesso e con esso ogni libertà individuale. 
In Italia, c’è già chi confonde la democrazia con la rapida alternanza dei volti dei Presidenti del Consiglio, non vorrei si perseverasse nel confondere i diritti costituzionali con la volubilità dell’opinione pubblica.

Il referendum, espressione della democrazia diretta, deve essere contestualizzato alla Repubblica Italiana e alla sua storia. Omologazioni propagandistiche in direzione dei sistemi anglosassoni stanno generando caos e consentono abusi nelle interpretazioni dei nostri ordinamenti in senso unilaterale e liberticida da parte dei poteri forti. 

La contromossa del Governo allo “stratagemma dell’autolesionismo” è dunque lo stratagemma VII.
Lo stratagemma “Creare qualcosa dal nulla”:

«Una [palese] menzogna non è una menzogna [efficace]. La propria menzogna [deve apparire] reale.» (3)

Per uno Stato di eccezione permanente in Italia, alla tirannia finanziaria, all’ombra famelica del controllo sociale, basta applicare il solito schema “problema-reazione-soluzione” alle norme della democrazia diretta del referendum all’italiana. È il principio tattico X, “Verosimiglianza”:

«Tenere saldamente le redini della disciplina interna di un popolo» – Joseph Goebbles 

L’azione audace fa apparire più autorevoli di quanto non lo si è. Se, inoltre, si colpisce rapidi e furtivi come il serpente, si genera devozione gregaria. È la costruzione del consenso ottenuta tramite il conformismo disattento con il Principio tattico IV, “Orchestrazione”.

Perché lo Stato di eccezione permanente sia acclamato dalla folla, deve essere scambiato per Democrazia. 
Tutta la propaganda deve essere popolare, semplice, chiara, stereotipata, fare appello ai sentimenti e alla fantasia, adattandosi al meno intelligente degli individui. Con il principio tattico III, “Volgarizzazione”, infatti, quanto più grande è la massa da convincere, più piccolo deve essere lo sforzo mentale da realizzare. 

Stiamo osservando da un biennio tutte le combinazioni delle 11 tattiche di manipolazione oscura, individuate negli scritti di Goebbles da Gianluca Magi, all’apice della loro applicazione. Con una ferocia inaudita.

Conoscere lo scenario che si sta creando dal nulla sotto i nostri occhi è utile per difendersi:
l’illusione che i cittadini non sono semplici spettatori che obbediscono, ma che partecipano alle decisioni attraverso una sequela di referendum rapidi, in perenne percezione degli eventi come eventi emergenziali. 

(1) Gianluca Magi, “L’era della panicocrazia. È cominciata”, Incognita Quotidiana, 4 marzo 2021. 

(2) Stratagemma XXXIV “Stratagemma dell’autolesionismo”: «L’uomo non danneggia se stesso. Se viene danneggiato è certamente vero», pag. 305, Gianluca Magi, 36 stratagemmi. L’arte segreta della strategia cinese, Presentazione di Franco Battiato, BUR, 2019: https://amzn.to/32JD3rF

(3) Stratagemma VII “Creare qualcosa dal nulla”, pag. 105.
Il filosofo confuciano Xunzi (312-235 a.C.) mette però in guardia chi lo utilizza: «Una palla che rotola in pendenza cessa di rotolare quando cade in un buco. Una diceria, che passa di bocca in bocca, cessa di circolare quando s’imbatte nell’uomo saggio», pag. 105, Gianluca Magi, 36 stratagemmi. L’arte segreta della strategia cinese, Presentazione di Franco Battiato, BUR, 2019: https://amzn.to/32JD3rF

• Gianluca Magi, Goebbels. 11 tattiche di manipolazione oscura, Prefazione di Jean-Paul Fitoussi, Piano B, 2021: https://amzn.to/3umkWUn

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