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Ri-scoprire. Ri-scoprirsi, non per la prima volta. Articolo da leggere ascoltando in sottofondo la Gymnopédie n. 1, Lent et douleureux, di Erik Satie, eseguita da Aldo Ciccolini.

Nel corso della vita, capita che si ri-scoprano sconosciuti con i quali si era condiviso lo stesso luogo per svariato tempo senza mai essersi scambiati una parola. Semplicemente ci si era percepiti. La conoscenza avviene anche attraverso altri piani: sottili e non spiegabili a parole; emozionali e sentimentali. E soprattutto “in presenza” cioè quando due corpi si incontrano nel mondo.

Così accade a Joel e Clementine, i protagonisti del film di Michel Gondry “Eternal Sunshine of The Spotless Mind” (titolo oscenamente reso per la versione italiana: “Se mi lasci ti cancello”).
Una storia d’amore che si sviluppa al contrario: in cui i due protagonisti, sconosciuti ma fin troppo conoscenti, si ri-trovano sulla spiaggia di Montauk dopo essersi fatti cancellare la memoria della loro storia.
«Ci vediamo a Montauk» è la frase che Clem pronuncia a Joel nel momento in cui la fase della cancellazione della memoria è compiuta. Nel momento in cui sta per risvegliarsi e ritornare alla monotona normalità. E da qui tutto riparte. Si ripetono le scene iniziali del film con un nuovo e più ampio significato.

Cancellare un ricordo: se questo oggi fosse possibile in quanti sarebbero disposti a farlo?
Peccato che senza un passato non ci sia un futuro e il presente sarebbe una riproposizione infinita delle stesse cose. E, soprattutto, non ci sarebbe memoria.

Joel e Clementine sono due esseri umani che si innamorano. Due sconosciuti che decidono di costruire qualcosa: emozioni, speranze e litigi. Ma soprattutto si percepiscono e si vivono l’un con l’altro. Nonostante tutto. Dico “nonostante tutto” perché in quanti sarebbero disposti a farne a meno? In quanti farebbero a meno del dolore o dell’esperienza dolorosa?
Privare l’essere umano di tutto questo significa disumanizzarlo. La memoria e il sentimento sono il nostro nucleo fondamentale che, pian piano, ci stanno togliendo.
Piacere e dolore si alternano, altrimenti non ci sarebbe vita. Ma mettendo a tacere il dolore, mettiamo a tacere anche il meraviglioso momento dell’arrivo del piacere.
Privati di ciò, la vita è non è degna di essere chiamata con tale nome.
Essere in balia degli eventi senza avere un posto sicuro è la base per la creazione di schiavi eterodiretti. E la mente svuotata diventa cisterna da riempire di odio e falsità, in cui anche l’eco delle proprie percezioni viene zittito.

Eternal Sunshine Of The Spotless Mind” è un verso del poema epistolare “Eloisa to Abelard” di Alexander Pope.
«Com’è felice il destino dell’incolpevole vestale! Dimentica del mondo, dal mondo dimenticata. Infinita letizia della mente candida! Accettata ogni preghiera e rinunciato a ogni desiderio».

Una mente vuota e priva di brame, una mente libera dai veli di Māyā.
Una mente ricettiva capace di abbracciare il tutto perché consapevole del proprio centro.
Una mente e un corpo in dialogo costante che permettono di sentirsi nel mondo e, soprattutto, di sentirlo. E quindi di viverlo, lasciando che ogni emozione attraversi il corpo.

Quanta paura si può avere nel fare questo?
E, purtroppo, è il gioco infimo in cui ci hanno ingabbiato: una guerra sadica del “tutti contro tutti” camuffata da perbenismo e ipocrisia.

Joel e Clementine vivono il loro amore da persone semplici. In cui nulla è dato per scontato, in cui ogni piccolo gesto diventa la base fondante della vita.
A questo punto, qualcuno potrebbe obiettare che sono soltanto due falliti. Ma questa obiezione è di chi non vede la bellezza delle piccole cose.

Oggi, nonostante tutti s’imbottiscano la bocca di parole di “amore” e “speranza”, ciò che sembra valere più di ogni altra cosa sono lo “scopo” e il “potere”. La sopraffazione dell’altro però fatta con il camuffamento dell’amore. Ridicolizzando il sentimento stesso e soprattutto se stessi.

Da poco più di una settimana è cominciata la primavera.
I fiori la sentono ugualmente e, per amore, ricominciano a fiorire.
La mia speranza è che si ricominci a seguire la via dei fiori.

Fonti:
• “Eternal Sunshine of The Spotless Mind” (2004) regia di Michel Goundry.
• Gianluca Magi, Gioco dell’Eroe. La porta dell’Immaginazione, Presentazione di Franco Battiato, con file audio scaricabile, Il Punto d’Incontro, 2019: https://cutt.ly/gxGVuLE
• Gianluca Magi, Goebbels. 11 Tattiche di manipolazione oscura, Prefazione di Jean-Paul Fitoussi, Piano B, 2021: https://cutt.ly/RxGCEvG

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