C’è un libro del cosmo e dell’anima che mi magnetizzò sin da ragazzino, ben prima che riuscissi poi a leggerlo nella lingua antica in cui fu scritto.
«Un libro di sapienza arcaica e di magia. Ma che si può amarlo anche “solo” per la sua saggezza», nelle parole di Hermann Hesse.

Le linee sui gusci di tartaruga, quasi fossero ideogrammi naturali, ispirarono i primi segni di scrittura della divinazione sciamanica cinese da cui prese origine questo singolare testo: il Libro dei Mutamenti.
Lungo i secoli successivi divenne testo scritto e, grazie a Confucio, passò da gioco oracolare – che permetteva di interagire con la natura – a libro sapienziale.
Il suo valore fu a tal punto venerato da essere inserito tra i Classici: testi dove confluivano confucianesimo e taoismo, e presiedevano alla formazione etica di coloro che erano considerati degni per il buon governo dell’impero.
Riuscire a cambiare punto di vista, premessa indispensabile per una scelta etica, era d’altronde considerato nell’antica Cina, l’atto più elevato della coscienza.

Ho sempre pensato che ci fosse la possibilità di portare a un’ottava superiore la “musica” di quel gioco remoto dalle origini sciamaniche, di questo compagno – virtualmente infinito – per meditare, studiare e giocare oggi.
Un gioco che prende vita ponendogli una domanda. E di cui la risposta è solo nostra. In attesa solo di essere scoperta, di essere risvegliata. Come una forza sino a quel punto esclusa dalla coscienza.
La risposta è vera allorché entra in risonanza emotiva con il consultante.
La risposta possiede la potenza evocativa e trasformatrice del simbolo. Rende cioè possibile il passaggio da uno stato di coscienza ad un altro.
Proiezioni di dinamiche interne alla psiche.

È per tale ragione che in età adulta non mi sono limitato a tradurlo dal cinese classico all’italiano, ma ho scelto di attualizzarlo come un gioco sacro per l’uomo occidentale del XXI secolo. Sulla base del principio operativo: rinnovare senza perdere lo spirito originario, antico, tradizionale.
Una semplice traduzione infatti non sarebbe stata utile per noi occidentali del XXI. Occorreva – per dirla con uno dei “36 stratagemmi” – “Prendere a prestito il cadavere per rifondervi lo spirito”.

Il risultato ricavato è: “64 Enigmi. Cavalcare i mutamenti”.
Un gioco molto serio dietro la sua veste pop che, se ha fatto storcere la bocca a certi orientalisti intransigenti rigidi come cadaveri, è risultato assai proficuo a chi ritiene vitale l’esercizio di “rigore ed Immaginazione”.
Un libro-non libro per chi ancora ama il senso del gioco trasformatore. Per chi pone il gioco autentico tra le cose serie della vita. Che dona vita, spessore e profondità alla capacità umana di nutrire la speranza e il perfezionamento, tanto cari ai viandanti, ai mistici e ai veri scienziati.

◼︎ Gianluca Magi, 64 Enigmi. Cavalcare i Mutamenti, Lindau 2021;
testo fratello di:
◼︎ Gianluca Magi, 36 stratagemmi. L’arte segreta della strategia cinese, Presentazione di Franco Battiato, Rizzoli BestBUR, Milano 2019 (edizione aggiornata rispetto alla 1a edizione del 2003)
Attenzione! Questo mio libro originale è il più parassitato della storia editoriale italiana, non si contano i pessimi cloni vecchi e recenti che portano lo stesso titolo.

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