E tu, mangi la foglia?
Che cosa significa “mangiare la foglia”?
Ce lo illustra Omero. Nell’Odissea.
Nell’isola di Eea vive Circe, la potente dea-maga che con simulata benevolenza tramuta in porci gli uomini a cui offre ospitalità e ristoro.
La sana diffidenza di Euriloco, compagno di battaglia di Ulisse, lo ferma fuori dalla casa di Circe e gli evita così di essere tramutato in maiale.
Ulisse informato dall’amico, mangia una foglia dai poteri magici donatagli dal dio Ermes, il messaggero degli dèi, per restare immune dal funesto sortilegio di Circe. L’eroe greco può restare così umano e costringere la dea-maga, minacciata di morte, a liberare tutti gli amici prigionieri e riconsegnarli a forma umana.
Presumibilmente Omero trasse ispirazione dalla civiltà agricola e pastorale: i pastori più esperti perlustrano le zone da pascolo e ne assaggiano prima l’erba. Lo fanno per scegliere la zona buona per le proprie greggi ed evitare le zone infestate da piante velenose.
Questi sono gli antefatti dell’espressione “mangiare la foglia”, usata per indicare l’abilità di una persona nel carpire il significato recondito di un discorso o di una situazione o di una azione. La capacità di leggere tra le righe per comprendere ciò che non viene detto o celato o camuffato. Di intuire, fiutare in anticipo un pericolo. Per poterlo evitare e farlo evitare anche ad altri.
Prima che sia troppo tardi.
E tu, mangi la foglia?
Invito alla lettura di:
◼︎ Gianluca Magi, “FRANCO BATTIATO. ULTIMO SOGNO”.
◼︎ Franco Battiato, Gianluca Magi, “LO STATO INTERMEDIO”.
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