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Economia, sanità, biotecnologie, lavoro, cultura, eutanasia e mercificazione dell’essere umano. Nelle ambigue previsioni totalitarie del ‘79 di Jacques Attali.

Jacques Attali, il banchiere francese che “scoprì” Emmanuel Macron e che oggi appoggia ciecamente Mario Draghi, è un economista di fama internazionale, un insegnante e una nota eminenza grigia del governo francese. Nel 1979 pubblicò “L’Ordre Cannibale ou Pouvoir et Déclin de la Médecine”, tradotto in italiano l’anno seguente per Feltrinelli col titolo “Vita e morte della medicina. L’ordine cannibale”.

Michel Solomon ne “L’Avenir de la vie” (Seghers 1981) spiega come quel libro riaccese il dibattito in Francia, non solo sulla validità dell’atto terapeutico ma su tutti i problemi esistenziali.
Riportiamo stralci dell’intervista a Jacques Attali presente nel libro di Solomon, scelti e tradotti per “Incognita Quotidiana” da Fabio Costantino Macis.

Leggete con attenzione quella intervista inquietante. Poi mettetela in rapporto con il libro di psicologia sociale di Gianluca Magi “Goebbels. 11 tattiche di manipolazione oscura”. Otterrete così con esattezza il quadro teorico e pratico di ingegneria sociale a cui è sottoposto oggi l’Occidente. Avrete davanti agli occhi con chiarezza a quale obiettivo sta mirando il nuovo ordine mondiale in atto. Decifrerete il futuro prossimo nel quale saremo tutti inseriti. Nessuno escluso. Comprenderete la razionale importanza della Resistenza a tutto ciò.
Conoscere è difendersi!

Jacques Attali: «Ho notato, studiando i problemi economici generali della società occidentale, che i costi sanitari sono uno dei fattori principali della crisi economica. La produzione dei consumatori e il loro mantenimento è costosa, persino più costosa della produzione delle merci stesse. Questa contraddizione sarà risolta trasformando il sistema sanitario e educativo verso la loro mercificazione e industrializzazione. Chiunque analizzi la storia economica si rende conto che la nostra società sta trasformando sempre più le attività artigianali in attività industriali e che un numero crescente di servizi resi dagli uomini agli altri stanno diventando sempre più oggetti che vengono prodotti nelle macchine.

Se la medicina, come l’istruzione, fosse prodotta in serie, la crisi economica sarebbe presto risolta…. Poiché altre funzioni venivano divorate, nelle prime fasi della crisi, dall’apparato industriale, la medicina diventa un’attività prodotta in serie. Quest’ultimo significa che il medico è in gran parte sostituito da protesi il cui ruolo è recuperare la funzione del corpo, ripristinarlo o sostituirlo. Se la protesi tenta di fare la stessa cosa, lo fa come fanno gli organi del corpo e quindi diventa una copia degli organi del corpo o delle funzioni del corpo. Tali oggetti sarebbero quindi protesi da consumare. Nel linguaggio economico la metafora è chiara: è quella del cannibalismo. Consumiamo il corpo.

Insomma, possiamo interpretare tutta la storia industriale come una macchina per tradurre il cannibalismo fondatore, la prima relazione con il male, dove gli uomini mangiano gli uomini, nel cannibalismo industriale, dove gli uomini diventano merce che mangia merce…. Essendo designato il povero o il malato, la buona strategia consiste nel separarlo, nel contenerlo, non nel guarirlo ma nel distruggerlo, nel rinchiuderlo – un rinchiudere come nelle tesi di Foucault. È rinchiuso in molti modi: quarantena, lazzaretto, ospedale ed in Inghilterra le case di lavoro. La legge sui poveri e la carità non sono modi per aiutare le persone ma per designarle e contenerle. La carità non è altro che una forma di denuncia.

Il sistema cerca di durare monitorando i suoi costi finanziari. Ma questo desiderio porta alla necessità di monitorare i comportamenti e quindi di definire standard di salute, attività, a cui l’individuo deve sottostare. Ecco come appare il concetto di un profilo di vita che risparmia i costi della salute. Si passa poi all’autodenuncia del male grazie agli strumenti di autocontrollo del comportamento. L’individuo può così conformarsi al profilo dello standard di vita e diventare indipendente dalla sua malattia.
Credo che l’importante nella vita non sarà più lavorare ma essere in una situazione di consumo, di essere un consumatore tra le altre macchine consumatrici.

Trovo spaventoso questo fascino per i farmaci anti-ansia, tutto ciò che può eliminare l’ansia, ma come una merce e non come uno stile di vita. Cerchiamo di fornire mezzi per rendere tollerabile l’ansia e non per creare funzioni per non essere più ansiosi. Allora, tutte le medicine del futuro legate al controllo dei comportamenti possono avere un forte impatto politico. Sarebbe infatti possibile conciliare democrazia parlamentare e totalitarismo poiché basterebbe mantenere tutte le regole formali della democrazia parlamentare allo stesso tempo per generalizzare l’uso di questi prodotti in modo che il totalitarismo sia quotidiano.

Non credo nell’orwellismo, perché è una forma di totalitarismo tecnico con un “Grande Fratello” visibile e centralizzato. Credo piuttosto in un totalitarismo implicito con un “Grande Fratello” invisibile e decentralizzato. Queste macchine per monitorare la nostra salute, che potremmo avere per il nostro bene, ci renderanno schiavi per il nostro bene. In un certo senso subiremo un condizionamento dolce e permanente.

Nella logica stessa del sistema industriale in cui ci troviamo, l’allungamento della durata della vita non è più un obiettivo voluto dalla logica del potere, perché finché si trattava di allungare l’aspettativa di vita per raggiungere il massimo punto di pareggio della macchina uomo, in termini di lavoro, era perfetto. Ma appena si superano i 60/65 anni, l’uomo vive più a lungo di quanto produce e costa caro alla società… Dal punto di vista della società, è molto meglio che la macchina umana si arresti bruscamente piuttosto che deteriorarsi gradualmente.

L’uomo oggi non è più importante come lavoratore ma come consumatore (perché è sostituito dalle macchine al lavoro). Quindi potremmo accettare l’idea di allungare l’aspettativa di vita a condizione di rendere solvibili gli anziani e creare così un mercato.
Da parte mia, come socialista, sono oggettivamente contrario a prolungare la vita perché è un’illusione, un falso problema.

L’eutanasia sarà in ogni caso uno degli strumenti essenziali delle nostre società future. In una logica socialista. La logica socialista è libertà e la libertà fondamentale è suicidio. In una società capitalista emergeranno e saranno di uso comune macchine per uccidere, protesi che elimineranno la vita quando è troppo insopportabile o economicamente troppo costosa.

Si può perfettamente immaginare che la famiglia o la donna siano solo uno dei mezzi di produzione di un determinato oggetto: il bambino.
Possiamo, in un certo senso, immaginare “matrici di noleggio” già tecnicamente possibili. Questa idea corrisponde pienamente a uno sviluppo economico nel senso che la donna o la coppia faranno parte della divisione del lavoro e della produzione generale. Quindi sarà possibile comprare i bambini come noi compriamo “arachidi” o un televisore….
Credo che questo mondo in preparazione sarà così terribile da significare la morte dell’uomo. Quindi bisogna essere preparati a resistervi.

È chiaro che il discorso sulla prevenzione, l’economia sanitaria, la buona pratica medica, porterà alla necessità per ogni individuo di avere una cartella clinica che verrà messa su un nastro magnetico. Per motivi epidemiologici, tutti questi file saranno centralizzati su un computer al quale i medici avranno accesso.
La domanda sorge spontanea: la polizia sarà in grado di accedere a questi file?
È previsto lo sviluppo di piccoli impianti nel corpo in grado di rilasciare ormoni e sostanze attive negli organi bersaglio….
Così come le lavandaie sono sbiadite dietro le immagini pubblicitarie delle lavatrici, i medici integrati nel sistema industriale diventeranno le lamine della protesi biologiche. Come per le lavatrici, ci saranno creatori, venditori, installatori e riparatori di protesi. La comparsa sul mercato di articoli individualizzati per l’autocontrollo creerà lo spirito di prevenzione. Gli uomini si adatteranno in modo da conformarsi ai criteri della normalità; la prevenzione non sarà più coercitiva perché voluta dalle persone. Ma non dobbiamo perdere di vista il fatto che la cosa più importante non è il progresso tecnologico, ma piuttosto la più alta forma di commercio da uomo a uomo che la cultura rappresenta. La forma della società che il futuro ci prepara dipende dalla capacità di dominare il progresso tecnico.
Lo domineremo o saremo dominati da lui? C’è la domanda.»

◼︎ Riferimenti:
Michel Solomon, “L’Avenir de la vie”, Éditions Seghers 1981.  
Gianluca Magi, Goebbels. 11 tattiche di manipolazione oscura, prefazione J.-P. Fitoussi, Piano B, 2021.

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