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Esistono nel mondo dei pilastri dello Spirito che sorreggono la realtà invisibile. Quella decisiva. Che compenetra incessantemente quella visibile.

Nel sufismo si chiamano Quṭb. Quando viene a mancare uno di questi pilastri, la realtà vacilla.

Ci sono esseri speciali, sconosciuti o conosciuti, che per il fatto di essere vivi elevano le frequenze dell’esistenza. Franco era tra questi. Sans doute.

È passato un giorno da quando se n’è andato.
A tutti i giornalisti che mi avevano chiesto il giorno stesso “conversazioni a caldo”, ho risposto che sarei stato in grado solo di piangere in diretta.
Ho avuto appena le forze di pubblicare il comunicato di Incognita in lutto. Di più non riuscivo a fare.
Franco è stato un amico fraterno che per vent’anni mi è sempre stato vicino.
Il mio affetto e riconoscenza nei suoi confronti sono enormi.

Dicevo: ci sono esseri umani che elevano la frequenza dell’esistenza.
Nel caso di Franco non era solo in forza della sua arte sublime che sollecita le parti più nobili ed elevate di ciascuno di noi, ma per il suo esempio vivente di spiritualità, intelligenza, humor, bontà d’animo e generosità. E di un’umiltà che ti lasciava a bocca aperta.

Oggi in questa Italia scialba e alla deriva, con pochissimi esempi viventi di tali qualità unificate e unificanti, dovremo fare ancora più appello al nostro principio interiore per mantenerle vive. E con esse, la nostra umanità. Lontana da egoismo, utilitarismo, corruzione, prevaricazione, ignoranza ed egemonia delle cose materiali. Che frantumano e dividono. All’interno e all’esterno.

In questi giorni stavo ordinando gli appunti di alcune nostre conversazioni che costituiranno l’inedito per la riedizione, a settembre, de Lo stato intermedio, un libro del 2016 che avevamo scritto insieme e da tempo fuori catalogo.

In quel piccolo/grande libro Franco scriveva: «Il passaggio dalla vita a quella che chiamiamo morte è l’argomento rimosso dei nostri tempi. Ma in realtà la morte non è fine, non è inizio. Ma passaggio».
Io gli rispondevo: «La morte è un velo gettato sugli occhi dei vivi. Se accettiamo le nostre trasformazioni, siamo immortali».

Oggi che le lacrime hanno cominciato a diradarsi, sento nuovamente che è proprio così.
Franco e ognuno dalla mente profonda sanno che il mondo della vita è un manto che accoglie e rinnova.

La Luce Franco è con te!
Che la Luce sia con noi!

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